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L'amicizia prevale su tutto, anche sull'amore

Rebecca (2C)

Liceo Statale Galileo Galilei, Caravaggio

L'amicizia prevale su tutto, anche sull'amore

“La fiducia è tutto”. Questa è la frase che ormai mi ronza in testa da un bel po’ di tempo, sono le fatidiche parole che pronunciai alla mia, ormai ex, migliore amica dopo che accadde il misfatto. Nessuna scusa, nessun messaggio, nessuna chiamata da quel 30 novembre di un anno fa.

Ci trovavamo nell’atrio della scuola e come ogni mattina la stavo aspettando appoggiata al calorifero accanto alla mia classe, quando ad un tratto la vedo passare proprio davanti a me senza rivolgermi uno sguardo andando quasi ad urtare un ragazzo capitato sulla traiettoria del suo passo svelto. Nella mia testa stavano già nascendo mille pensieri e altrettante preoccupazioni: non l’avevo mai vista così assorta, così decisi di seguirla. Rimasi impietrita quando la vidi parlare con il mio ragazzo, Tyler. Beh, certo un po’ di via vai di gente c’era, quindi era un ottimo nascondiglio. Prima che un ragazzo mi passasse davanti, Blaire e Tyler stavano parlando, dopo che ebbi nuovamente la piena visuale i due si stavano baciando, o meglio dire, si stavano mangiando la faccia a vicenda.

Io ero lì. Ferma. A guardare quell’orribile azione. Era come se il mondo si fosse fermato, tranne che per noi tre. Loro due continuavano i propri piaceri e io, come una scema, per qualche secondo, non feci nulla. Mi limitavo a guardare.

Andai a passo svelto e infuriato verso di loro e li staccai.

«Tyler, ma che cazzo...» dissi sconcertata per ciò che avevo visto

«Kate, io...» il traditore cercò di dire qualcosa, ma lo interruppi rivolgendomi a quella che credevo fosse la mia migliore amica.

«Blaire, tu non puoi... voi non potete...» stavo impazzendo, mi sembrava tutto così surreale.

«Kate, possiamo spiegarti» disse lei.

«No, non ho bisogno di spiegazioni. Ormai è tutto fin troppo chiaro!» urlai come se ci fossimo solo noi tre, senza badare alla gente che ci passava intorno.

«Kate, calmati. Non vedi che abbiamo gli occhi di tutti addosso?» mi domandò Tyler a voce bassa guardandosi attorno visibilmente preoccupato.

«Calmarmi? Io? Dovrei essere calma dopo ciò che ho appena visto? E della gente non me ne frega niente!» Blaire cercò di prendermi il polso pur di farmi tranquillizzare, ma ottenne solo un secco “ciaf” sulla sua guancia destra. Abbassai la mano e me ne andai, sapevo cosa sarei stata in grado di fare ma fortunatamente mi fermai in tempo.

Sorrido amaramente ricordando tutta la vicenda, “Che stronza” borbottai tra me e me appena prima di sentir suonare il campanello della porta.

«Kate, vai tu?» urla mia madre dalla cucina.

Così, svogliatamente, porto le gambe giù dal divano e mi alzo. Sempre con una voglia di vivere pari a zero mi preparo già la frase in mente “Si grazie, due scatole di biscotti vanno più che bene” e spalanco la porta di fronte a me. Ma non trovo una piccola scout, bensì Blaire. Rimango talmente interdetta da non sapere quale delle mie strane espressioni dipingermi sul volto.

«Ciao Kate». Era un anno che non sentivo queste parole pronunciate da lei, una volta accompagnate da un sorriso, ora con labbra tremanti.

«Blaire... che vuoi?» dico dopo essermi ripresa quasi completamente.

«Senti, volevo darti quelle spiegazioni che non ti ho dato un anno fa... se posso» ormai ha gli occhi talmente lucidi che tra non molto inizieranno a scenderle dei lacrimoni per le guance.

Per alcuni secondi la fisso senza risponderle, cercando di capire se fosse triste, dispiaciuta o almeno pentita. Le faccio cenno col capo di entrare, così sale i due gradini antecedenti alla porta d’ingresso, e varca quest’ultima mentre mi passa affianco sussurrandomi un “grazie”.

Chiudo la porta e mi dirigo verso il divano, sul quale Blaire è ormai seduta ricalcando l’abitudine dei vecchi tempi

«Quindi?» le dico incoraggiandola ad iniziare.

«Kate, tra me e Tyler non c’è stato niente di serio. Quel bacio è stato tutto un errore. Pochi minuti prima mi aveva chiesto se potessimo vederci, lui era giù per la vostra litigata e aveva bisogno di conforto. Ci siamo fatti prendere dall’attimo ed è successo. Ma giuro su me stessa che è finita lì” la sua voce inizia di nuovo a tremare. «Blaire, tu non puoi immaginare quanto dolore mi avete fatto provare. La mia migliore amica e il mio ragazzo che si baciano... Io tuttora fatico a crederti» ma purtroppo la mia freddezza viene interrotta da una leggera rottura della voce.

«Kate lo so, ok? Giuro che non c’è stato un solo giorno in cui non mi sono pentita di quello che ho fatto. Tu sei la persona più importante che io abbia mai avuto e perderti è stato uno dei dolori più forti che io abbia mai provato”. Ed eccole lì, quelle tanto temute lacrime.

Non riesco più a resistere, la tiro a me e l’abbraccio forte, per colmare il vuoto di tutto l’affetto che è mancato quest’anno. Il mio cuore inizia a scaldarsi quando sento che lei ricambia stringendomi ancora più forte.

«Kate, mi dispiace così tanto» dice tra singhiozzi vari.

«Shht Blaire. E’ tutto ok» le dico accarezzandole i capelli.

Ci stacchiamo, le prendo le mani tra le mie e guardandola in quei suoi occhi neri come la pece le dico: «Alla fine la fiducia è tutto, no?». Per la seconda e ultima volta.

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I racconti di Penna a Sfera sono frutto della fantasia dei ragazzi di scuola superiore che hanno partecipato al Laboratorio di Scrittura Creativa. Invito chi li legge a tenere conto di questa provenienza e a non utilizzarli a fini impropri.

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